Cosa succede se ho una cartella esattoriale ma non i soldi per pagarla?

Cartella esattoriale, che cosa succede se non si è solvibili: quali sono le conseguenze per chi non riesce a pagare.

La cartella esattoriale è il documento con cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione richiede il versamento di somme dovute per tasse, tributi, sanzioni e via di seguito. In essa è contenuta l’intimazione a pagare entro 60 giorni, trascorsi i quali l’atto non è più impugnabile.

uomo con tasche svuotare e scritta cartella esattoriale
Cosa succede se ho una cartella esattoriale ma non i soldi per pagarla? (synergie.it)

La cartella esattoriale è un titolo esecutivo, cioè con questa il pignoramento dei beni del debitore non ha bisogno della sentenza del giudice. Quindi si rischia molto non pagando il dovuto entro i termini indicati dalla legge. Ma cosa succede se non si hanno soldi e beni per saldare il debito? Vediamo cosa prescrive la norma.

Arriva una cartella esattoriale, ma si è senza averi per pagare

Come accennato scaduti i 60 giorni previsti per il pagamento e per l’opposizione, se non si è provveduto a intervenire, l’agente della riscossione può procedere all’esecuzione forzata sui beni del debitore. Non c’è bisogno di passaggi in tribunale, l’Agenzia delle Entrate Riscossione procede con il pignoramento. Però prima di operare in tal senso verifica le disponibilità del debitore consultando il Registro dei rapporti finanziari e l’Anagrafe tributaria per accertarsi delle sue disponibilità.

Cosa succede se il debitore risulta nullatenente? C’é da dire intanto che ai fini della riscossione delle cartelle esattoriali anche chi è titolare di beni impignorabili, rientra nel gruppo dei nullatenenti. Ad esempio chi è titolare di prima casa, pensione di invalidità, indennità di accompagnamento, eccetera. Se dopo la ricerca sui beni pignorabili, il debitore risulta insolvibile, la legge prevede il discarico delle cartelle esattoriali.

coppia disperata
Arriva una cartella esattoriale, ma si è senza averi per pagare (synergie.it)

Questo discarico avviene dopo cinque anni, prima dei termini previsti per la prescrizione. L’agente della riscossione restituisce il titolo al titolare del credito (regione, comune, fisco e così via). Sarà quest’ultimo che valuterà se proseguire le ricerche di beni solvibili o rinunciare all’esecuzione forzata sui beni. Quindi al 31 dicembre del quinto anno successivo all’affidamento, il debito iscritto a ruolo, da cui è scaturita la cartella esattoriale, è discaricato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione e ritorna all’ente creditore.

Se esistono già pignoramenti in corso, accordi di rateizzazione o provvedimenti di sospensioni dei pagamenti il discarico è differito. Sono esclusi dal discarico anche i debitori per i quali sono raggiunti accordi ai sensi del CCII (Codice della crisi d’impresa e d’insolvenza). per concludere si può dire che con la riforma del discarico automatico delle cartelle inesigibili, il credito pubblico ha una vita media di cinque anni.

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